
SCULTURA
ELIAS NAMAN
Ho avuto il piacere di incontrare lo scultore Elias Naman a Carrara, nel suo atelier in Via del Baluardo. Per scolpire il famoso Marmo utilizza unicamente tecniche antiche, lavorando principalmente a mano.
Fare lo scultore di professione immagino non sia semplice. Tu come la vivi?
Per me è una necessità, una cosa a cui non riesco a fare a meno. Ormai se non vengo tutti i giorni qui, non lavoro, io soffro. Le persone vanno in vacanza per staccare dal lavoro. Io quando vado in vacanza soffro [ride ndr.]. È una passione talmente forte che ti rende completamente dipendente. Diventa il lavoro più bello del mondo, perché non lo senti come tale. Però allo stesso tempo è un lavoro molto difficile perché purtroppo la scultura al momento non va molto di moda, diciamo la verità. Quindi è difficile viverci, mantenersi e fare tutto il resto. Però si riesce.
Ti sentiresti di consigliare a qualcuno di diventare scultore professionista?
Bisogna provare. Se nel momento in cui provi, ti rendi conto che nella vita non puoi fare altro, non è che hai molta scelta. O soffri con te stesso e metti le tue necessità da parte, o fai di tutto per seguirle. Un consiglio poi in questo campo non si può dare. O hai qualcosa dentro, o non ce l’hai. Come dire, se uno volesse fare l’ingegnere potrebbe fare il percorso di studi e ottenere il titolo e le conoscenze necessarie. Nell’arte è un po’ diverso. Non c’è un percorso prestabilito che uno può fare per arrivare ad essere scultore per professione. Non basta studiare.

Quando è nata per te questa necessità? Come sei arrivato al marmo?
Inizialmente non pensavo assolutamente di fare l’artista. Sono entrato quasi per caso nella facoltà di belle arti di Damasco, dove si studiavano tutte le specializzazioni [Elias è di origini siriane ndr.]. Non sapevo niente di scultura e non l’avevo proprio presa in considerazione. Dal momento in cui sono entrato e ho provato a modellare la creta, non ho più dormito per una settimana. È stato come scoprire di avere qualcosa dentro che non avevo mai sentito e mai pensato di avere. Da lì ho deciso, quella sarebbe stata la mia strada. Studiando ho conosciuto le storie degli scultori, ho visto le loro opere, e dalla creta sono arrivato al marmo. Un materiale più nobile, più bello, non c’è.